Un po di Storia - La Nostra Salaria

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Un pò di Storia

Preistoria e Protostoria

La nostra valle fa parte del ricchissimo bacino idrografico del Fiume Velino. Probabilmente è stata proprio la ricchezza delle acque del territorio ad attrarre l’uomo verso questi monti fin dalle epoche più remote.
Le prime notizie della presenza dell’uomo in queste zone risalgono al Paleolitico e provengono da alcuni siti nella zona di Cittaducale.
Si sarà trattato probabilmente di comunità legate, principalmente, alla pastorizia e, in particolare, all’allevamento ovino, che fino a pochi decenni fa ha costituito l’elemento principale dell’economia locale.

I Sabini
La storia delle prime popolazioni che si sono stanziate nella valle si perde nella leggenda. Gli storici latini riportano il nome degli Aborigeni come quello dei primi abitanti della zona (recuperare i riferimenti). La zona poi fu conquistata da un’altra popolazione: i Pelasgi.
Non abbiamo notizie certe della presenza di queste popolazioni né riscontri archeologici, le prime notizie certe le abbiamo a partire dallo stanziamento dei Sabini, popolazione che probabilmente arrivò dalle vallate abruzzesi.
È sotto i Sabini che la Valle del Velino acquisisce una grande importanza dal punto di vista culturale e spirituale. In questa valle, infatti, troviamo numerosi nemorae Vacunae, ovvero boschi dedicati a Vacuna, principale divinità dell’Alta Sabina, ma non solo: nei pressi del Lago di Paterno (conosciuto in antichità come il Lacus Cutiliae) si trovava il più grande dei templi dedicati alla Dea, che la leggenda vuole collocato su un’isoletta che galleggiava in mezzo allo specchio d’acqua.

La conquista della Sabina e il periodo romano
La nostra valle non è “solo” una valle fluviale: la Valle del Velino costituisce l’unico accesso diretto alle ricche terre del Piceno, partendo da Roma.
Senza dubbio fu proprio la sua fondamentale posizione strategica a spingere i Romani alla conquista di questa zona e potenziare la Via Salaria, che esisteva già al tempo dei Sabini.
La conquista dell’Alta Sabina si rivelerà piuttosto difficoltosa per i Romani poiché, nonostante non si tratti di una popolazione particolarmente bellicosa, i Sabini opporranno una feroce resistenza alla penetrazione dell’esercito romano, soprattutto nelle vallate appenniniche.
Tuttavia le capacità belliche dei Romani avranno la meglio sulla resistenza Sabina e nel 290 a.C. il console romano Manio Curio Dentato porta a termine la conquista dell’intera Sabina.
Ma noi che siamo gente di montagna siamo orgogliosi e, nonostante abbiamo dovuto imparare a convivere con i Romani, ci siamo tenuti strette le nostre tradizioni e i nostri Dei!
Ma non si dica che siamo sciocchi! Abbiamo saputo cogliere anche i grandi vantaggi tecnologici portati dai Romani: fu loro l’idea di costruire un grande impianto termale che sfruttasse le sorgenti solfuree di Cotilia…e ancora oggi a Cotilia c’è un impianto termale dove tutti possiamo godere dei benefici di questa straordinaria sorgente.
Dopotutto ci siamo presi anche una piccola rivincita: era il 9 d.C. quando in un piccolo villaggio chiamato Falacrinae nacque Tito Flavio Vespasiano, futuro imperatore di Roma!

Il Medioevo
Tuttavia neanche la grande potenza dei Romani poteva durare in eterno e verso il V secolo anche nella nostra valle si inizia a percepire un cambiamento. Pur non volendo abbandonare le nostre città e i nostri villaggi ci siamo dovuti adattare a riutilizzare in altro modo dei grandi spazi che non ci servivano più, come nel caso della grande vasca delle terme di Cotilia che, dal momento che nn serviva più, fu riutilizzata come area per le sepolture.
Siamo stati fortunati, le scorribande dei popoli germanici non sono arrivate fin da noi. Tuttavia abbiamo avuto modo di conoscere gli alti stranieri dagli occhi chiari: dalla Salaria vennero i Longobardi e anche loro decisero di fermarsi sulle nostre montagne. Fu così che la nostra valle divenne il confine meridionale del potente Ducato di Spoleto!
Il tempo passa e le vicende si susseguono, ma, nonostante le numerose guerre combattute dai vari popoli che si sono contesi le terre dell’Italia, noi abbiamo goduto di una certa tranquillità. Eppure la parte più difficile della nostra storia stava per iniziare: con l’annessione al Regno di Napoli ne siamo diventati il confine settentrionale! È in questo momento in cui sono stati costruiti o ampliati i grandi castelli della Valle del Velino: se un esercito nemico avesse tentato di invadere il Regno si sarebbe dovuto addentrare nella nostra stretta valle ferocemente difesa da quasi quaranta fortificazioni!
Poi, nel 1382, per decisione della regina Giovanna II di Napoli, la Valle del Velino divenne parte dell’Abruzzo Ultra, una delle province del Regno di Napoli.

Il Regno di Napoli, il brigantaggio e l’unità d’Italia
Come tante altre zone dell’Italia centro-meridionale anche la nostra valle ha le sue storie di briganti da raccontare. Uomini che per avidità o per fame hanno terrorizzato non solo i viaggiatori ma anche gli abitanti dei villaggi; capelli irsuti, barbe incolte e occhi feroci, calavano dai cascinali in mezzo ai boschi, dove si nascondevano, lasciandosi alle spalle villaggi razziati e tanta di quella paura che persino negli occhi dei nostri nonni, che ancora non erano nati, si vede ancora un’ombra di paura quando raccontano delle loro scorrerie.
Anche se in questo periodo la nostra sembra una delle zone “dimenticate” d’Italia anche noi abbiamo dato un contributo alle lotte del Risorgimento italiano: fra il 7 e il 9 marzo del 1821 le truppe napoletane, guidate da Guglielmo Pepe, affrontarono l’esercito austriaco. Nonostante la sconfitta di lì a poco anche gli austriaci vennero cacciati e nel 1860 la Valle del Velino entra a far parte del Regno d’Italia.

E oggi?
Ancora oggi la nostra valle è una terra di confine; per lunghi secoli siamo stati il confine dell’Abruzzo con il Lazio, fino al 1927, momento in cui, per questioni politiche, venne creata la Provincia di Rieti e noi siamo diventati l confine del Lazio con l’Abruzzo.
I secoli sono passati, le dominazioni straniere i sono succedute, abbiamo avuto momenti felici (…e alcuni meno)…e siamo ancora qui: nella nostra splendida valle, protetti dalle nostre montagne, all’ombra dei nostri boschi, fra i campi bagnati da mille sorgenti e tutti i giorni, come da più di 2000 anni, percorriamo in lungo e in largo la nostra Via Salaria!

Testi scritti da Mara Visonà


 
 
 
 
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